Blog indipendente di critica sugli artifizi semantici del regime. Fino a che significherà qualcosa, l’autore invoca la protezione dell’art. 21 della Costituzione Italiana.

Piano Nazionale di Resipiscenza e Responsabilità

Non c’è nessun motivo di interrompere una persona che evade da una vita squallida connettendosi a un metaverso in cui è Batman. Davvero, è innocuo: anche se una volta disconnesso quella persona continuasse a pensare di essere a Gotham, si lancerà nel vuoto tra i palazzi e risolverà il problema lui stesso.

16 giugno 2022

Ministero della Verità permettendo, questo periodo storico passerà alla Storia come uno dei più miserabili e deprimenti di tutta la storia umana. Abbiamo assistito alla più grande operazione di manipolazione e controllo della popolazione mai avvenuta. Sfido chiunque a rinvenire un caso simile in tutta la Storia dell’umanità. E sono sicuro che ci saranno i nostalgici anche di questo, magari una volta all’anno andranno in un hub vaccinale dismesso ondeggiando i display con il QR code sopra le teste e i volti mascherati, inneggiando a qualche virostar d’oro che quando c’era lui, o lei, faceva arrivare i tamponi sempre in orario e abbassava la curva. Già ci sono, in realtà.
E visto che siamo in tema di Storia sono convinto che questa storia, con la minuscola, fosse il banco di prova per l’umanità di questo tempo, l’evento determinante e caratterizzante della nostra era. Sia che venga chiamata “fine della globalizzazione”, “tramonto dell’Occidente”, “giorno senz’alba” o “Ragnarok”, questa era l’occasione per ognuno di noi di dimostrare di aver fatto tesoro di 5.000 anni di civiltà ed essere cresciuti in umanità e consapevolezza, o consapevole umanità, invece di stare lì con le chiappe strette ad adorare il vitello d’oro di turno.
Be’, abbiamo sottoperformato di brutto. Male se non malissimo. E non solo perché coloro che si sono dimostrati esseri umani decenti sono una minoranza, ma anche perché la maggior parte dei covidioti non mostra segni di ravvedimento.

 “Una narrazione di qualunque genere, da un film a una religione, da uno stile di vita a un equilibrio geopolitico, ha presa sulla realtà, cioè esiste, nella misura in cui è accettata e diffusa. Il criterio è meramente quantitativo: quanta più gente crede in una cosa, tanto più quella cosa sarà reale, dal momento che tanta gente la considera tale.

È un meccanismo ricorsivo e autoreferenziale che viene messo in moto dalla comunicazione di massa nell’individuo di massa – mi si passi il termine per indicare la pecora conformista che pensa di essere in un gregge ma unica e originale – ed è in grado di generare una percezione talmente diffusa, e di massa appunto, da assurgere a fenomeno concreto.  Non è il covid ad aver creato i covidioti, sono i covidioti ad aver creato la pandemia, e continuano a farlo, in un disgustoso atto di partenogenesi per cui si autofecondano con la psicosi e guardandosi attorno, e vedendo tanti altri autofecondati, si convincono di avere avuto una relazione con un’idea vera: ma la masturbazione non è sesso. La guerra in Ucraina funziona allo stesso modo: dal 24 febbraio è arrivato lo spermatozoo fecondo dalla propaganda e da quel momento è scoppiata la guerra nella realtà dei covidioti. In altre parti del mondo, e da tantissimo tempo, sono in atto fenomeni simili – gli israeliani con i palestinesi, i turchi con i curdi, per citare i primi che mi vengono in mente – ma questi non esistono perché non impollinati dalla comunicazione mainstream.

Come si esce, sempre che sia possibile, da questo perverso meccanismo di onanismo cognitivo di massa? Come interrompi qualcuno che si sta facendo una sega nel metaverso e grazie alla realtà aumentata stia pensando di fare sesso con una star di Hollywood? La risposta è: non lo interrompi. Lo lasci lì a continuare a trombarsi Henry Cavill o Scarlet Johansson per sempre, perché non hai nessun diritto di interromperlo e anche perché, in fondo, non sei così sicuro che a parti invertite vorresti essere risvegliato da una secchiata di realtà per ritrovarti impoverito e con le braghe calate in un’area di sosta poco illuminata.
Questo significa che a vivere nella realtà e a farci i conti devono essere i migliori tra noi, i migliori veri, quindi tutti coloro che fin dall’inizio hanno compreso cosa stesse accadendo: bisogna ricostruire dai e con i no-vax.

PIANO NAZIONALE DI RESIPISCENZA E RESPONSABILITÀ

In ogni crisi c’è un’opportunità, sono sicuro che anche a voi abbiano prima o dopo rivolto questa massima taoista. Questa volta, a mio parere, è particolarmente vero, c’è secondo me un’enorme possibilità di rifondazione della società e della nostra vita su nuove basi di rispetto, uguaglianza e solidarietà. Questa occasione storica è data dal vero effetto collaterale dell’operazione “Great Reset”: la speciazione indesiderata.  

La possibilità è talmente vantaggiosa che non mi sorprende l’impiego massivo di forze per distrarre la massa dal riconoscerla. Provate a pensarci: da 60 milioni di italiani, di qualsiasi estrazione sociale, preparazione culturale e professione, hai involontariamente selezionato 1 italiano su 10 in grado di pensare autonomamente e criticamente, informarsi e analizzare le situazioni locali e globali, conoscere e rivendicare i propri diritti universali e democratici e disporre di integrità e coraggio necessari a prendere una posizione coerente con la propria idea di giustizia.

È già tutto pronto, sarebbe sufficiente prendere gli insegnanti sospesi e farne presidi, i carabinieri e i poliziotti sospesi e promuoverli, medici e infermieri sospesi e farne primari e dirigenti, gli imprenditori dissidenti e farne amministratori locali, i pensatori e gli intellettuali emarginati e assegnare loro incarichi di prestigio e operatività. In poche parole, basterebbe mettere quei 6 milioni di no-vax nei ruoli ora occupati da pidioti e avremmo un nuovo rinascimento.

Questo dovrebbe essere il P.N.R.R., altro che resilienza e ripresa, resipiscenza e responsabilità, ecco le parole chiave. Un no-vax, un no-green pass o un filoputiniano, scegliete voi, è una persona che ha dimostrato nei fatti di non subire la seduzione del potere ed essere in grado di accettare le responsabilità delle proprie azioni. Queste persone potrebbero vendicare il tradimento degli ordini professionali che hanno svuotato di deontologia i propri iscritti e quando abbiamo avuto più bisogno di medici, giudici e giornalisti ci siamo ritrovati con una pletora di volgari manutengoli piegati al potere e manovrabili come burattini.

C’è in particolare una scena di Skyfall, il film di 007, a cui la mia mente è andata spesso recentemente e anche ora mentre scrivo questo. Nella scena avviene l’incontro tra Q, il tipo dei gadget tecnologici, e 007.

Posso fare più danni io in pigiama davanti a un monitor seduto su un divano che tu là fuori sul campo, si vanta Q.
E allora a cosa vi servo, ribatte 007.
Qualcuno deve pur premere il grilletto a volte…
O non premerlo.

Abbiamo la possibilità di richiamare in servizio attivo i migliori tra noi: è un’occasione unica e la falliremo in modo epico.
Noi, nella realtà.
007, nel film, andrà alla grande.

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