Blog indipendente di critica sugli artifizi semantici del regime. Fino a che significherà qualcosa, l’autore invoca la protezione dell’art. 21 della Costituzione Italiana.

Cosa veramente votiamo quando parliamo di votare?

Negazionista, untore, no-vax, no-pass, sovranista, fascista, putiniano… nessun problema, il 26 mi prenderò anche la colpa dell’astensionista. Quando capirete finalmente che se i colpevoli cambiano spesso nome è perché sono solo i capri espiatori di turno…  e che il vero colpevole è chi li crea?

23 settembre 2022

Scrivo questo post oggi 23 settembre 2022 per poter tornare a leggermi dopo le elezioni del 25 settembre e dirmi “avevi ragione” anche questa volta. Autocompiacimento direte, sì, e anche un po’ patetico aggiungo io, ma d’altronde ho tentato con tutto me stesso di pensare che aveste ragione voi e i risultati sono stati perfino peggiori, quindi… Dal 26 potrò arrogarmi anche la colpa dell’astensionista e la aggiungerò al mio impressionante curriculum: no-vax, untore, no-pass, sovranista, fascista, filorusso e… astensionista.

Non ho nessuna intenzione di convincere nessuno a votare o a non votare. Quello che mi chiedo è se il “presunto grande risveglio”, che riempie le bocche e i pensieri di noi dissidenti, sia reale se dopo mesi a spiegarci che la loro strategia è il divide et impera, cioè la creazione di fazioni in opposizione nella società attraverso l’individuazione di capri espiatori, ci buttano la polpetta avvelenata di queste elezioni frettolose e riparatrici e noi ci azzanniamo tra di noi come cani rabbiosi. 

Visto che siamo nell’analogia canina vi ricordo che l’argomento del “cane che si morde la coda” è una delle fallacie a cui abbocchiamo sistematicamente da oramai tre anni e ora lo stesso sistema politico di rappresentanza elettorale che ha dato vita all’istituzione vessatoria ci offre di ripristinare la legittimità di cui sta abusando. Cosa fare se non correre alle urne scodinzolando? Perché farsi mancare un po’ di sadismo dopotutto? Queste elezioni sono l’ultima disperata manovra per trasformare la crescente massa di dissenso in opposizione intrasistemica: dando voce al dissenso in parlamento attraverso un manipolo di “parlamentari antisistema” si ottiene di gettare nel biasimo sociale e nell’illegalità il restante vero minaccioso dissenso.  È così evidente, può essere solo sadismo.

E da questo punto di vista – che sicuramente sarà sbagliato – non emerge forse il dubbio estremamente concreto che il vero spauracchio del sistema sia proprio l’astensionismo? Il sospetto nasce dalla solita circostanza che è garanzia quasi assoluta di presenza di “marcio in Danimarca”: ti attribuiranno fin dal primo momento le loro colpe, i loro difetti e soprattutto la responsabilità, meglio la reità, delle loro paure.

Così, visto che dopotutto è un blog di resistenza semantica, ho applicato il pensiero scientifico ai segni che circondano l’evento storico delle elezioni del 25 settmbre 2022.

UN ESPERIMENTO MENTALE

Metodo scientifico: perché mi dicono “bisogna votare“, “se non voti fai vincere il PD” o “se non voti ti sta bene così” e “votare il meno peggio ma votare“, insomma tutto il repertorio? La domanda che rivolgo a me stesso, perché sono uno sgamato, diventa subito quella ribaltata: se vogliono che votiamo allora forse quello che fa loro veramente paura è che non votiamo: cosa succede se non votiamo?

Supponiamo che il 60% e più degli italiani si astengano dal voto. Chiunque dovesse vincere le elezioni, mettiamo la Meloni, lo farebbe con al massimo il 20% del 40% dei votanti, cioè con l’8% sull’assoluto. Questo significa che se anche formasse un governo e ne diventasse presidente lo farebbe con la legittimazione di meno di un italiano su 10.

E per quanto non sembri, la sovranità appartiene al popolo. Se 9 italiani su 10 non riconoscessero il mandato del presidente del consiglio a governarli perché non legittimato da nessuna maggioranza di consenso, e soprattutto se 9 italiani su 10, guardandosi negli occhi alla luce di quel presunto risveglio sopra citato, comprendessero che la sovranità è tornata nelle loro mani perché non l’hanno conferita a nessuno… be’ quello sì sarebbe un piano medievale per i loro culi (cit.).

A quel punto non riconoscerebbero l’autorità che emana leggi e ordini perché è stata disgiunta da loro, avendo preso coscienza di essere loro lo Stato. Un italiano che avesse compreso questi fatti pagherebbe le tasse, le multe, le bollette? Provate a pensarci. E come appariremmo all’estero? Agli altri Stati e alle organizzazioni come NATO ed Europa? Correrebbero a cercare di ripristinare l’ordine nella colonia, naturalmente, appoggiando un dittatore populista alla Zelensky oppure fornendo supporto a un golpe interno, ci manderebbero i caschi blu a cercare “armi di distruzione di massa”?

Succederà che si formerà in ogni caso un governicchio che lascerà il posto a un altro banchiere o tecnico che continuerà ad applicare la politica atlantista, neocon ecc. Ma se un’ipotesi razionale e basata sui fatti come quella che ho appena espresso viene derubricata a utopia, invece che essere verificata nella pratica, la colpa di chi è? 

So bene di non avervi detto nulla che non sappiate già e che sicuramente avete ragione voi. Io sarò di nuovo da queste parti il 26 settembre, proprio per questo motivo. Visto che ormai è una consuetudine, vi lascio una scena a cui mi è capitato di riandare con la mente quando ho pensato a voi. Cosa veramente penso quando penso a voi.

All contents by Daniele Prati and licensed under Creative Commons CC BY 4.0.

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