Blog indipendente di critica sugli artifizi semantici del regime. Fino a che significherà qualcosa, l’autore invoca la protezione dell’art. 21 della Costituzione Italiana.

Circondato da coglioni qualsiasi cazzo fa il duro

Mi direte se sbaglio, intanto lo metto per iscritto qui: riesumeranno la finta dicotomia destra-sinistra, ridisporranno i soliti temi sociali a ventaglio in modo da prendere tutti i voti degli zombie cognitivi e, tra i voti dell’immarcescibile base elettorale e l’astensionismo da delusione/rassegnazione, daranno vita a un’altra legislatura di democrazia parassitaria.

23 luglio 2022

Draghi è caduto, e con lui Speranza, Brunetta, Lamorgese e compagnia berciante. Ma la creatura mostruosa che sottostà a tutta questa situazione ha molte teste, e so bene che presto o tardi un altro stupido tecnocrate ammantato di autorità mitica farà capolino.

E visto che mi sento particolarmente profetico – e non dipende certo dal fatto che sono circondato da coglioni, come il titolo pare suggerire solo a chi è in malafede – aggiungo che probabilmente il governo cadrà dopo qualche mese e Merdarella ci metterà un altro supertecnico con una o più gemme dell’Infinito a a blindarci il guanto di Thanos in culo fino alla fine “naturale” della legislatura. E schioccando pure le dita.

“All’uso italiano le elezioni sono come scegliere tra il giorno e la notte e aspettarsi che la giornata successiva non li contenga entrambi. La scelta all’interno di un’alternanza ineluttabile non è una scelta, è una preferenza. Posso amare l’autunno con tutto il mio cuore ma ci saranno sempre quattro stagioni in un anno (e nessuna mezza stagione).

UNA CONSIDERAZIONE SERIA

Qual è la cosa giusta da fare? Per quanto sia gratificante continuare a insultare gli italiani che hanno stretto le chiappe dopo averlo preso in culo e ora camminano comprensibilmente in modo scomposto lanciando anatemi sui novax-nogreenpass-putiniani, che invece volteggiano leggiadri e analmente vergini dentro alla prima speciazione migliorativa nell’evoluzione umana, dicevo, per quanto sia gratificante, è comunque inutile e bisogna guardare al futuro, o cercare di immaginarlo.

Ci vorrebbe un vero “grande reset”: servirebbe che tutti coloro che hanno combattuto il regime, o quanto meno dei loro rappresentanti, si riunissero in una nuova Costituente fondativa che dopo aver giudicato e punito tutti i colpevoli e allontanato tutti i corresponsabili e i collaborazionisti a tutti i gradi di complicità, fondasse un nuovo assetto istituzionale per questo paese. So benissimo che uno scenario del genere è la vera utopia. Quindi, di nuovo, cosa possiamo davvero fare, come individui o come comunità, per trarre qualcosa di buono, o almeno un senso, se non una morale, da tutta questa vicenda?

Come individuo posso solo cercare di non farmi riassorbire nel tessuto sociale paludoso che alimenta il sistema globalista. Mantenere lo stato di “risvegliato”, se vogliamo chiamarlo così, coltivare questa consapevolezza e diffonderla. E affidare l’eredità al futuro. Tutto lì. Non posso contrastare in un istante un processo di colonizzazione mentale in corso da più di 50 anni. Temo che ormai sia incontrovertibile, per mera superiorità quantitativa. Una volta avviata, nessuno può fermare una valanga. 

Per me è tutto qui, consegnare lo status di risvegliato a più gente possibile, e alla storia – che siamo noi, direbbe De Gregori – e come se fosse un seme, sperare che germogli, si sviluppi e diventi una tenera piantina.

Vandana Shiva: “THIS Is How We Beat The Great Reset”, video interview by Russell Brand

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