Blog indipendente e libero di denuncia e resistenza verso i crimini semantici della propaganda di regime

Cosa veramente votiamo quando parliamo di votare?

E da questo punto di vista – che sicuramente sarà sbagliato – non emerge forse il dubbio estremamente concreto che il vero spauracchio del sistema sia proprio l’astensionismo? Il sospetto nasce dalla solita circostanza che è garanzia quasi assoluta di presenza di “marcio in Danimarca”: ti attribuiranno fin dal primo momento le loro colpe, i loro difetti e soprattutto la responsabilità, meglio la reità, delle loro paure.

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La giustizia è ormai solo un mito? Allora liberate le fottute Furie

C’è ancora gente che crede che negli ultimi tre anni un virus mortale abbia minacciato di cancellare l’umanità dalla Terra ma siamo riusciti a salvarci grazie a un farmaco miracoloso di alcune aziende americane. Che cazzo risvegli in questa gente? Al massimo la digestione puoi stimolare in questi soggetti (che votano, e il cui voto vale come il mio, vorrei ricordare).

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Circondato da coglioni qualsiasi cazzo fa il duro

Mi direte se sbaglio, intanto lo metto per iscritto qui: riesumeranno la finta dicotomia destra-sinistra, ridisporranno i soliti temi sociali a ventaglio in modo da prendere tutti i voti degli zombie cognitivi e, tra i voti dell’immarcescibile base elettorale e l’astensionismo da delusione/rassegnazione, daranno vita a un’altra legislatura di democrazia parassitaria.

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Piano Nazionale di Resipiscenza e Responsabilità

È già tutto pronto, sarebbe sufficiente prendere gli insegnanti sospesi e farne presidi, i carabinieri e i poliziotti sospesi e promuoverli, medici e infermieri sospesi e farne primari e dirigenti, gli imprenditori dissidenti e farne amministratori locali, i pensatori e gli intellettuali emarginati e assegnare loro incarichi di prestigio e operatività. In poche parole, basterebbe mettere quei 6 milioni di no-vax nei ruoli ora occupati da pidioti e avremmo un nuovo rinascimento.

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Homo homini ovis

È un tentativo più idiota della finta dicotomia condizionatore-pace di Draghi o di Di Maio ministro degli Esteri: la Storia non è la cronologia di un browser. E anche se trovassero il modo di cancellare tutta la cronologia di tutti i browser rimarrebbero angoli del web con le informazioni necessarie per dubitare e comprendere. Il democratidiotismo globalizzante che sta svaccando il mondo mi sembra non abbia capito proprio questo: un gregge aggressivo è un branco.

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La cultura della cancellazione della cultura non è cultura

Così come nel paradosso della tolleranza di Popper, non è tolleranza la tolleranza degli intolleranti. È di nuovo quell’ideologia di controllo che i più chiamano “buonismo” e che è una banalizzazione infantile di qualsiasi situazione complessa, atta a fornire alle masse una contrapposizione manichea in cui sia evidente la posizione del “bene” rispetto a quella del “male”. Alle masse è richiesto di fare il tifo per una posizione, non di prendere una posizione con l’informazione e l’analisi.

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La quinta colonna del neoliberismo o come colonizzare la verità

Come districarsi nella pervasiva e onnipresente finzione di verità attraverso gli strumenti del pensiero critico, dell’esercizio del dubbio, del quadrato di veridizione e infine del potente e infallibile test WONKA. Parto dal punto più fermo: la verità esiste. Ma esiste solo per chi la vuole. E chi la vuole la cerca. E chi la cerca si accolla la fatica della ricerca. E la fatica, specialmente senza ritorno pratico, non piace a nessuno, è sprecata.

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Le invasioni barbariche della globalizzazione

I nomi e i cognomi ormai li sanno tutti, così come si conosce la sfera semantica a cui attingere per definirli: atlantisti, globalisti, liberisti, DEM come democratici nell’accezione partitica, sovranazionali e multinazionali, élite e gruppi finanziari, potentati esteri e interessi capitalistici, transumanesimo, nuovo ordine mondiale, great reset, davosiani ecc. Quello che vorrei davvero capire è chi è questa gente nella testa, che tipo di persona, e in che modo, può finire per comportarsi così? Quali motivi ha quella persona, o quanto è manipolata, per compiere un atto come annullare un corso su Dostoevskij all’università o mettere un drappo nero su una scultura rinascimentale in una piazza italiana?

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La verità della Storia e la storia della verità

Su questi tre pregiudizi, che Saunders stesso, nel prosieguo del discorso, definisce intellettualmente riconoscibili da ognuno di noi ma troppo viscerali per non dare loro la priorità e quindi “vivere di pancia”, fa leva come un piede di porco tutta la retorica progressista, buonista, atlantista, globalista, propagandistica, davosiana, DEMagocica, in cui ancora si dibattono le capacità cognitive di gran parte degli italiani dopo gli ultimi due anni di trattamento sanitario psicotropo, in cui la loro identità civica è stata ridotta a un grumo di ipocrita indignazione e irrazionale paranoia da puntare come un forcone verso la strega di turno. Ora è il turno dei russi, dopo quello dei no-vax e prima ancora dei runner untori e ancora prima dei cinesi e ancora ancora prima di quel pangolino innocente.

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