Blog indipendente e libero di denuncia e resistenza verso i crimini semantici della propaganda di regime

La sedia quando la musica finisce

I diritti sono una vuota espressione linguistica come l’Italia ne era una geografica secondo Metternich. Il diritto allo sciopero è il contentino per non farvi notare l’assenza del diritto al lavoro, il diritto a manifestare occupa il posto della protesta attiva, il diritto al libero pensiero ed espressione sta dove non c’è più il pensiero critico e il dissenso. Il diritto a un processo e alla presunzione di innocenza sono il fumo degli occhi per chi non deve vedere la giustizia.

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Lezioni sprecate di vita dal cinema – 13 – 24

In pratica ogni articolo di DisSENSO riporta la citazione di una scena di un qualche film che, in qualche modo, ha corroborato, amplificato o illustrato il concetto espresso con le parole. In questa sezione di DisSENSO ho quindi pensato di raccogliere tutte quelle scene e dare vita a un’antologia di lezioni (sprecate) di vita impartitemi dal cinema.

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Lezioni sprecate di vita dal cinema – 1 – 12

In pratica ogni articolo di DisSENSO riporta la citazione di una scena di un qualche film che, in qualche modo, ha corroborato, amplificato o illustrato il concetto espresso con le parole. In questa sezione di DisSENSO ho quindi pensato di raccogliere tutte quelle scene e dare vita a un’antologia di lezioni (sprecate) di vita impartitemi dal cinema.

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Il denaro nella culla di Newton

Se non servisse a pagare cose e servizi? Se ci sbagliassimo sulla sua funzione? Se il denaro non fosse solo un tagliando di debito convenuto con un valore simbolico per le nostre transazioni? Se non fosse un “pagherò” senza fine di cui nessuno ricorda più l’emittente originario? Se fosse, invece, un dispositivo relazionale creato per permettere alle persone di relazionarsi tra loro in una struttura sociale ordinata? Anzi, se fosse l’unico strumento lasciato alle persone per instaurare i rapporti interpersonali, tutti uguali e gioco forza utili al mantenimento del sistema?

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Siamo le menzogne a cui crediamo

Una gigantesca cortina di menzogne atta a oscurare, mistificare, ingannare, intimorire e distrarre le persone e ad alimentare in loro l’illusione di stare vivendo in piena consapevolezza e libertà mentre, in verità e realtà, stanno solo eseguendo una vita che è un programma scritto da altri. Questo è stato il modo migliore per portare gli uomini a fare le cose che fanno senza sapere cosa stiano facendo. Se davvero vi fermaste a riflettere su una qualsiasi delle azioni, anche banali, che compiete ogni giorno scoprireste che non c’è nessun, NESSUN movente logico o razionale che la renda comprensibile, figuriamoci doverosa!

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Di peccati, di minotauri, di vacche nere e di flipper

Quando al bar andavo veramente erano gli anni Novanta, e nel mio barettino di elezione c’era ancora un flipper. Di quelli che ora sono roba per collezionisti. Così mentre scrivo questo post mi sono ritrovato anche a guardare il vecchio flipper e, come un campanile di Proust, l’ho utilizzato in un’analogia. Il sistema economico italiano è un po’ come un flipper, con un gettone datoci dal barista acquistiamo tre palline di acciaio che sono come il denaro e lo immettiamo in gioco, una pallina alla volta.

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Gli spacconi della Storia

Non sarà che in 2300 anni, mentre la scienza e la società compivano immensi balzi in avanti trascinando la specie umana verso la realizzazione delle sue prerogative di fratellanza, uguaglianza e giustizia e bla bla bla, non è che invece, parallelamente, l’individuo perdeva per inibizione o pigrizia le qualità fondanti determinanti il suo status di essere umano: cose tipo l’etica, la compassione, la solidarietà, la logica, l’orgoglio e il rispetto di sé e degli altri?

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Fino al cuore di tenebra dell’ideologia “woke”

L’intento della woke parrebbe creare barocche istanze sociali ancorandole a minoranze e diritti talmente di nicchia da dover contestualmente anche creare una coscienza comunitaria interna e poi sfruttare le rivendicazioni della minoranza appena creata per raccogliere consenso e, posso immaginare, dirottare l’attenzione pubblica da altri temi. A me che sono semiotico questo modo di fare ricorda un’altra cosa: il mito. La funzione del mito – e anche la religione è mitologia, vale la pena ricordarlo – è quella di creare una narrazione “sopra” una verità fattuale o storica che svolga una funzione legittimante ex ante a vantaggio di un gruppo o di un’autorità nel presente. Più semplicemente, ci si procura una giustificazione per le proprie azioni facendola derivare da un menzogna su un passato abbastanza passato da non essere verificabile.

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