Blog indipendente di critica sugli artifizi semantici del regime. Fino a che significherà qualcosa, l’autore invoca la protezione dell’art. 21 della Costituzione Italiana.

Apocalisse o aporiademia, o forse aporialisse

Invece è stata innalzata una cattedrale circense sorretta da finte aporie, cioè problemi di facile soluzione presentati invece come insolubili perché associati a dilemmi tragici oppure a una molteplicità di soluzioni tutte valide. 

25 gennaio 2022

C’è sempre stato, fin dal primo momento, qualche ingombrante elemento di mistificazione che ha neutralizzato qualsiasi approccio logico e razionale alla narrazione. Intendo dire che non sono molti gli italiani che quando Conte andò in tv ad annunciare il colpo di Stato si insospettirono per l’utilizzo di una frivola pratica social, l’hashtag #restateacasa, come strategia salvifica contro la fine del mondo. Non pretendevamo la grandeur di due shuttle nominati “Indipendenza” e “Libertà“, con un equipaggio di granatieri astronauti, ma nemmeno la pochezza di un video monetizzabile e un paio di link di affiliazione con Big Pharma e il Quarto Reich europeo.

Eppure è bastato, ha funzionato, e continua a funzionare per la maggior parte degli italiani che non riescono tuttora a penetrare la coltre della narrazione e a leggere i reali contenuti. Le statistiche sul tasso di analfabetismo funzionale della popolazione erano note da tempo ma non avevo mai, e ammetto la mia colpa, creduto che potessero essere utilizzate in modo così triviale e piegate agli scopi di un piano politico malvagio. Non avevo compreso, perché lo ritenevo impossibile, che si potesse costruire un discorso, una narrazione convincente, anzi reale, con effetti gravi e pratici sulla vita delle persone, su fondamenta inesistenti, cognitivamente traballanti, deboli come il pensiero più debole e dialetticamente solide come il testo di una canzone trap. E invece…

Invece è stata innalzata una cattedrale circense sorretta da finte aporie, cioè problemi di facile soluzione presentati invece come insolubili perché associati a dilemmi tragici oppure a una molteplicità di soluzioni tutte valide. La madre di tutte le aporie è in una domanda che mi faccio da due anni:

 “Non potevamo semplicemente curarci e proteggerci meglio che potevamo? Ognuno non poteva assumersi i propri rischi, personali e trasparenti, e poi ammalarsi o non, curarsi o non, guarire o non, come avevamo sempre fatto?

A questa domanda, ne sono convinto, riceverei anche ora le risposte che ho sempre ricevuto in questi due anni: “non è così semplice“, “ma cosa dici, sarebbero morte milioni di persone“, “quello che dici è inaccettabile” oppure “tu cosa avresti fatto al posto loro?“.

Ogni azione, individuale o collettiva, morale o politica, che ti ritrovi a fare sulla base di un’aporia incompresa risulterà giocoforza ambigua, inefficace e deludente. E di aporie ce ne sono, tante da farne un elenco, ragionato, che pesa come il macigno di Sisifo:

  • come fa una malattia a essere mortale e avere lo 0.4% di mortalità?
  • come tracci il contagio di un’infezione che a ogni rilevazione fornisce il 50% di inconsapevoli positivi asintomatici?
  • perché pur sapendo che il virus si trasmette per mezzo della respirazione, negli spazi chiusi specialmente, segreghi tutti in casa?
  • se la malattia è ad alta mutazione e non è immunizzante, proprio come un’influenza, perché dovrebbe avere senso un vaccino immunizzante?
  • come fa un siero a proteggere dalla forma grave della malattia nel 95% dei casi quando la malattia è grave nel 2% dei casi?
  • che senso ha parlare di immunità di gregge per una malattia che, se l’avesse tutto il gregge, 9 pecore su 10 non se ne accorgerebbero neanche?
  • da quando un vaccino non ti impedisce di contrarre la malattia contro cui lo hai assunto? 
  • come è possibile risolvere un problema sanitario sacrificando libertà e diritti civili? Perché non curare la corruzione con gli antibiotici allora?
  • qual è l’elisir che assume Caio e per fare effetto su Caio devono assumerlo anche Tizio e Sempronio?
  • come cazzo fa una certificazione di status selezionato a differenziare i possessori senza discriminarli? Qualcuno sa fare la frittare senza rompere le uova?
  • se uno sta bene ma non ha un tampone negativo che lo certifichi, sta bene veramente o è come il gatto di Schrödinger, vivo e morto al tempo stesso?
  • se facendo pochi tamponi trovi pochi positivi e facendone molti ne trovi molti, non è che c’è un nesso proporzionale diretto? 
  • che malattia è quella che la gente spera di prendere per poter continuare a lavorare e tiene i sani a casa dal lavoro?
  • perché se un farmaco lo fanno dei medici è scienza e se un muro lo fanno dei muratori no?
  • se le regole sono fatte per essere rispettate, la Costituzione l’avevano fatta così per trascorrere un po’ di tempo?
  • se sono un eroe mettendomi delle mutande sulla faccia, Superman era un supereroe perché le portava sopra i pantaloni?
  • Se l’urlo di Tardelli fosse continuato fino ad oggi saremmo ancora campioni del mondo?
  • “andrà tutto bene” si riferiva al fatto che quando scoppia una fogna cammini SOPRA la merda e quando scoppia una pandemia TRA le merde.

Quando me ne verranno altre, e me ne verranno, le aggiungerò.  Temo però che non si possa chiedere a coloro che si trovano nella dissonanza cognitiva generata da queste aporie, di aiutarsi da soli. Né forse io stesso sono immune da un certo livello, perfino peggiore, di dissonanza, dato che sono vittima di un’aporia particolarmente fastidiosa: “Chi sorveglia i sorveglianti?”.

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